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Antonio Pasinetti

 
 
   

Antonio Pasinetti nasce a Montichiari il 2 agosto 1863 da Paolo (1827-1892) e Laura Brisadola (1831-1897). Fin da bambino mostra uno spiccato interesse per il disegno e, nonostante le umili condizioni dei genitori, è avviato al mondo dell’arte con un primo apprendistato presso il pittore Luigi Campini (1816-1890).

A dodici anni frequenta la Scuola Moretto di Brescia, quindi nel 1880 s’iscrive all’Accademia di Brera. Ottenuto il diploma di disegno, Pasinetti rinuncia a completare gli studi per trasferirsi a Verona (1882-83) alla scuola del pittore Napoleone Nani.

Dal 1884 al 1886 insegna alla Scuola di Disegno di Salò, e qui fonda una Scuola d’Arti e Mestieri. Avendo declinato una cattedra in Sicilia, torna a Montichiari (1886) e stringe amicizia con il letterato Giuseppe Guerzoni. Si trasferisce a Padova nel 1887; nel frattempo ha soggiornato a Genova, Verona, Trento, Mantova, Venezia e sul Lago di Garda, sempre eseguendo ritratti e paesaggi dal vero.

A partire dal 1889 risiede stabilmente a Milano ed entra in contatto con i principali artisti della città (Mosè Bianchi, Orlando Grosso, Cesare Tallone, Leonardo Bazzaro, Giovanni Segantini, Antonio Mancini, Francesco Michetti, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Achille Secchi, Leonardo Bistolfi, Enrico Butti, Filippo Carcano), divide lo studio in via Solferino con lo scultore Paolo Troubetzkoy.

Diviene amico di Giuseppe Zanardelli e ne frequenta la villa a Maderno (1890-94). In questo momento l’attività del pittore si concentra soprattutto sui ritratti per una facoltosa borghesia lombarda.

Al 1896 risale l’incontro con la trevigiana Teresina Marchetto (1879-1903), le cui delicate fattezze sono consegnate ad una serie di dipinti (tra cui gli affreschi per una cappella funeraria a Senago, degli anni 1902-3).


Nel 1899 nasce il figlio Lauro;
due anni dopo il pittore si sposa (testimone di nozze è lo scultore Carlo Bugatti) e di lì a poco nasce il secondo figlio Leone. Teresina muore di tifo a ventiquattro anni, gettando il pittore nello sconforto.
 

Antonio Pasinetti


Prosegue l’attività di ritrattista nello studio di via Carroccio a Milano. Del 1905 sono gli affreschi alla cappella Bocconi al Monumentale; s’intensifica la produzione di paesaggi e di composizioni di carattere idilliaco campestre.

Nel 1910 si unisce in matrimonio con la marchigiana Tina Cini (1886-1938), testimone di nozze è il pittore Arturo Tosi; nel 1914 nasce Ernesto, il terzo figlio.
Sempre più interessato ad una pittura d’impronta naturalistica, Pasinetti trae ispirazione dai frequenti viaggi e dai soggiorni fuori Milano (a Caprera, sulle Alpi, in Val Camonica, sull’Adriatico, in Sicilia); ma è soprattutto Venezia, con la sua luce e i suoi monumenti, ad accoglierlo negli anni 1920-30.

Verso il 1925
l’amicizia con Gian Emilio Malerba, Margherita Sarfatti e Arturo Tosi lo avvicina a “Novecento italiano”, il movimento artistico nato a Milano nel 1922. Del 1933 è il viaggio in Germania, Olanda, Danimarca e Svezia. A due anni dalla morte della moglie Tina, Antonio Pasinetti si spegne il 13 maggio 1940. La sua opera è celebrata a Milano nel 1942 con una mostra patrocinata dal concittadino monteclarense Giovanni Treccani degli Alfieri.

       
 
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